martedì 18 maggio 2010

Sogno una Chiesa...

Sogno una chiesa…


Questo post prende spunto da una discussione iniziata in un sito di catechisti:
è proposta ora alla riflessione di quanti frequentano e frequenteranno questo blog. A tutti quanti è data la possibilità di intervenire nella sezione commenti sognando assieme a quanti hanno incominciato a farlo nella speranza che il proprio sogno diventi realtà.


La proposta:

Mi capita spesso di avere dei momenti tristi quando alcune o molte cose non vanno per il verso giusto. Per consolare me stesso mi metto a sognare per credere e sperare.
Volete sognare con me? prendiamola un per per gioco e al 99 per cento sul serio:
argomento " La chiesa che vorrei", in modo particolare con uno sguardo alla nostra piccola comunità ecclesiale.
NB: i sogni sono positivi!!!!


Le risposte


La chiesa che vorrei:Una pastoralità piú presente dei miei don,una maggiore apertura alle "novità",un maggiore coinvolgimento dei laici(vogliono molto,ma molto poco danno)uno sguardo piú attento ai giovani,una comunità che ama la sua realtà ecclesiale in maniera piú attiva e visibile con minor egoismo....e poi..e poi.
Antonia


una chiesa dove non si sente più dire: "ma prima si faceva diversamente!"
una chiesa dove la novità è accolta come qualcosa che ci arricchisce
una chiesa dove le persone che si scambiano il segno della pace si guardano sorridendo!
una chiesa dove i laici chiedono: "cosa posso fare io per sentirmi parte della mia comunità?"
una chiesa dove i giovani trovano spazio e le persone "sagge" dicano ai giovani: "va bene così, anche se finora io facevo cosà!!"
una chiesa dove tutti mettano al centro Gesù!!
e credo che la chiesa sia così!!!
i laici forse un po' meno..
ritaroma, 09/05/2010


La Chiesa che vorrei: persone disponibili verso gli altri, un sacerdote più presente e partecipe.
PaolaTo

Una comunità più accogliente (mi ci metto anch'io) più attenta e sensibile. Sacerdoti con più tempo e disponibilità all'Ascolto, più gratitudine negli "utenti puri" verso chi si da da fare e meno criticoni, più comprensione verso i limiti temporali e personali di chi cerca di dare una mano ma non può esserci sempre...
Ha-be 10/05/2010


Io vorrei che la Chiesa riscoprisse di essere Chiesa; vorrei che la celebrazione domenicale fosse una partecipazione intensa e non un andare dove c'è il prete che la fa più corta. Vorrei veramente che chi si dice cristiano fosse consapevole di ciò che significa esserlo. Vorrei vedere dei credenti vivi, gioiosi, aperti al mondo per annunciare Cristo; vorrei che ognuno riscoprisse o venisse a conoscenza del proprio compito, della sua missione, che è stata affidata da Dio stesso. Vorrei che i carismi venissero allo scoperto e che siano messi al servizio di tutti senza pregiudizi, senza paure, senza aspettare...
Ci sono troppe cose che vorrei e credo che la preghiera sia l'unica alleata.
Cricchi 10/05/2010

C: COMUNIONE ( in tutti i sensi)
H: HELP = AIUTO (reciproco)
I: INCONTRO (con Gesù e con gli altri)
E: EUCARISTIA (Grazie, e ancora grazie!)
S: SORRISO (no comment!)
A: ACCOGLIENZA (di tutti, ma veramente di tutti)
e quando la sveglia suona i sogni svaniscono...o no?!
Mariniello 10/05/2010

Sogno una Chiesa che valorizzi il ruolo delle parrocchie, le piccole chiese locali che hanno fatto, fanno e faranno grande e santa la Grande Chiesa universale. Di parole se ne sono dette tante, ma in pratica i fedeli come sono organizzati,formati,demandati?
Persino i politici hanno capito che per avere consensi devono partire dai comuni sensibilizzando la gente. Sogno una chiesa viva e vivificante capace di dare ministri che oggi mancano, formata da cristiani che sono additati per il bene che si vogliono.
enzo43 11/03/2010


al momento mi viene in mente una cosa "di getto" che forse non è così profonda come i vs pensieri......una Chiesa dove i cellulari non suonino in ogni momento !!!! Scusate................ Donatella 13/05/2010

Vorrei una Chiesa che non fosse la Chiesa 'con' i poveri o 'per' i poveri, ma che fosse una Chiesa povera;
vorrei una Chiesa che non cercasse la propria forza nei vari poteri del mondo (siano essi politici, economici o mediatici) ma che cercasse la propria forza unicamente nel Vangelo e in Cristo; vorrei una Chiesa che del passato non prendesse solo le parole e i gesti, ma che prendesse lo spirito che ha animato quelle parole e quei gesti per dirlo con parole e gesti di oggi;
vorrei una Chiesa che di Dio non mi presentasse quasi solo il giudice, ma che mi presentasse il padre che mi ama incondizionatamente;

vorrei una Chiesa che mi ricordasse che i comandamenti sono 10 e che tutti sono ugualmente importanti;
vorrei una Chiesa che più di preoccuparsi di dire chi è dentro o fuori da essa si preoccupasse di accogliere, di allargare le braccia;
vorrei una Chiesa che mettesse al primo posto la persona e non la legge, che se si tratta di scegliere tra la persona e la legge, scegliesse la persona, e lo facesse sempre;
Vorrei questo e tanto altro. Però mentre dico queste cose non posso fare a meno di pensare che anche io sono Chiesa. E non posso pretendere dagli altri quello che io per primo non riesco a fare!
È troppo comodo incolpare gli altri di una mancanza di coerenza, senza rendermi conto che il primo e maggior incoerente sono io.
E allora l'unico modo per avere una Chiesa come la vorrei è quello di essere per primo io come vorrei che fosse la Chiesa. E solo allora potrò, forse, chiedere alla Chiesa di essere migliore.
Ma c'è un'altra cosa che mi gira nel cuore.
Questa è la Chiesa che vorrei io, ma chi mi dice che sia la stessa Chiesa che vorrebbe Gesù? Non c'è nel mio 'giudicare' un mettermi al di sopra degli altri, un ritenermi superiore, un voler in fondo rubare il mestiere a Dio?
Perché io questa Chiesa la amo. Certo ne vedo i difetti, o almeno quelli che io ritengo tali. Mi accorgo che non è perfetta, che anzi ci sono dei difetti che proprio non sopporto. Ma la amo. Se non l'amassi non avrei accettata. E forse è proprio questo amore che mi fa sognare che sia migliore. Non so.
(non è tutto mio)
Giovanni 13/05/2010


tutte belle queste cose
cosa ci manca per essere cosi : accoglienti, disponibili, cordiali, sinceri, educati, sorridenti, cortese, porgere la mano senza commenti dire di si a qualche proposta se tu nn la condividi in pieno cosa ci manca per essere cosi?
vorrei una Chiesa sorridente allegra ................
Farfalla 14/05/2010



vorrei un Chiesa "aperta":
la porta aperta senza temere i furti
la porta aperta a tutti coloro che hanno bisogno "d'amore"
la porta aperta per tutti coloro che hanno "fame"
la porta aperta per tutti coloro che cercano la "Parola"
una porta aperta ma in penombra perchè non servono i riflettori accesi, Dio vede tutto anche al buio, Dio sa tutto, Dio non vuole sacerdoti e discepoli "star", ma semplici pescatori
ma poi copiando una parte di intervento scritto da Giovanni mi dico:
Vorrei questo e tanto altro. Però mentre dico queste cose non posso fare a meno di pensare che anche io sono Chiesa. E non posso pretendere dagli altri quello che io per primo non riesco a fare!
È troppo comodo incolpare gli altri di una mancanza di coerenza, senza rendermi conto che il primo e maggior incoerente sono io.
E allora l'unico modo per avere una Chiesa come la vorrei è quello di essere per primo io come vorrei che fosse la Chiesa. E solo allora potrò, forse, chiedere alla Chiesa di essere migliore.
Mary 15/05/2010




l'ho appena ricevuta da un'amica e la trovo adatta a questa discussione
ciao Mary

AMO ANCHE SE...

Anche se le zolle sono aride
amo questa terra.
Anche se i frutti tardano a venire,
amo questo albero.
Anche se i grappoli non offrono dolcezza,
amo questa vite.
Anche se le strade sono strette,
anche se i vicoli non portano da nessuna parte,
anche se le piazze sono vuote di allegria,
amo questa città.
Anche se i muri hanno rughe profonde,
amo questa casa.
Anche se i miei fratelli sono ingrati e prepotenti,
amo questa famiglia.
Anche se non vedo la bellezza dei suoi occhi,
amo questa sposa.
Anche se mi sta stretto,
amo questo abito.
Anche se i pastori sono stanchi,
amo questo gregge.

Signore Gesù,
anche se non so farlo,
anche se io stesso
la rendo opaca,
stanca e vuota,
amo questa chiesa.
Perché è la mia.
Perché è la tua.
Perché è la nostra.
Amen.

(Eric Pearlman)
Mary 17/05/2010

1 commento:

  1. E' vero che noi cristiani cattolici abbiamo paura, forse timidezza di dialogare con i nostri parroci? O forse ci manca il coraggio di dire la verità e così facendo corriamo il rischio di non far crescere la nostra comunità ecclesiale rendendoci corresponsabili della persona che critichiamo o che vorremmo diverso? La Chiesa crescerà assieme a noi se dentro di noi siamo veramente motivati da quell'amore che Gesù ci ha comandato, amore che non potrà esistere senza la verità. O forse il nostro amore per la Chiesa non è dentro di noi?

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